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CHI È VALENTINA PINKFIT?

Ciao, sono Valentina, classe 1985 e la domanda che mi fanno più spesso è “Come mai ti occupi di questo?” La risposta è un po’ lunga, perché racchiude tutto il mio vissuto.
Fin da bambina sono stata descritta come un bel maschiaccio, niente di personale o offensivo, ma sono cresciuta un po’ con l’idea che mi mancasse qualcosa, rispetto alle altre.
Crescendo ho nutrito questa parte mascolina, di cui mi fidavo ciecamente, perchè si appoggiava benissimo a tanti lati del mio carattere: concreta, diretta, forte, che si sa far valere.
Non ha stupito nessuno quindi che i miei cartoni preferiti erano le Tartarughe Ninja e che preferissi i film di Bruce Lee a quelli delle Principesse. Non ha stupito nessuno neanche quando mi sono iscritta per la prima volta ad un corso di arti marziali, dove poi sono diventata cintura nera e istruttrice.
Alle superiori scopro anche l’amore per il sapere e per lo studio e decido di approfondire in particolari un settore ancora una volta percepito come super maschio, duro,…violento, inizio a studiare criminologia, percorso poi proseguito e concluso con una laurea in “Psicopatologia forense e criminologia clinica”.
Ma facciamo un passo indietro, perché se sei qui saprai bene che mi occupo di sport, e in particolare di pole dance e fitness al femminile.
Arrivata all’università, infatti, ho iniziato a sperimentare (come tutti) quella fase di inizio di vita da adulta, di indipendenza, che mi è servita per svincolarmi da quello che tutti pensavano, specialmente chi mi conosceva da sempre.
Sono gli anni tra i 20 e i 30 quelli fondamentali, dove ho iniziato a crescere come donna, oltre come persona e sperimentare. Una delle mie sperimentazioni si chiama pole dance.
Non ero per niente convinta quando a 26 anni iniziai il mio primo corso di pole dance, appesantita da tanti anni di etichette che sentivo incollate addosso e pesanti come macigni. Non è stato facile, ma eccomi qui!
Il connubio pole dance e studio della violenza e in particolare la violenza di genere, ha creato in me una spinta propulsiva, qualcosa che ha assemblato finalmente insieme tutti quei pezzi che non riuscivano a trovare un loro ordine, avevo capito la mia missione!
Non è stato il colpo di fulmine come la mela per Newton, è stato più che altro un percorso come La divina Commedia di Dante. Un percorso accidentato, ostacolato, a volte in solitaria tra i gironi dell’inferno delle mie paure e i giudizi che arrivavano immancabilmente dall’esterno. Alla fine però ho trovato se non il Paradiso, un posto, uno spazio dove poter sentirmi libera di essere donna a modo mio, quello spazio si chiama PinkKFit.


